Trap
In "Visioni Oniriche", Rossano B. Maniscalchi costruisce un teatro dell'inconscio dove il corpo umano diventa territorio di trasformazione radicale. Attraverso sette opere che oscillano tra documentazione e allucinazione, l'artista esplora la soglia porosa tra protezione e prigionia, tra metamorfosi e dissoluzione. La plastica trasparente di "Trap" e "Polution" avvolge i corpi come seconda pelle sintetica, mentre in "Jump into the infinit" la figura si libera nell'azzurro saturo dello spazio onirico. Il fuoco di "You can go to hell now" non distrugge ma emana dal corpo stesso, trasformando la carne in luce. Tra queste polarità di contenimento e liberazione, "Haven Ca Wait" orchestra un tableau barocco dove tigri e lupi vegliano su figure in corsetto, mentre "It's Party Time" riduce tutto al dramma essenziale del chiaroscuro sulla pelle nuda. Maniscalchi non rappresenta il sogno ma il momento esatto del risveglio — quell'istante in cui la logica diurna vacilla e il corpo ricorda di essere simultaneamente materia e visione. Ogni opera cattura questa tensione: il gesto sospeso, la metamorfosi interrotta, la presenza animale che trasforma lo spazio domestico in territorio psichico. È un'indagine sulla condizione contemporanea del corpo come ultimo confine tra interno ed esterno, tra sé e mondo.